Dalla spiaggia che percorro più o meno ogni mattina vedo uno scorcio di mare azzurro intenso. Sullo
sfondo, quasi all'orizzonte, una piattaforma petrolifera, una di quelle
che estraggono petrolio che potrebbe dare energia a tutta l'isola e di
cui l'isola non vede royalties e neppure energia, alla faccia del
federalismo contro noi terroni. Poi, di tanto in tanto, vedi le barche.
Di solito sono quelle che
erano uscite in mare all'alba per pescare qualcosa e tornare al
porticciolo sui banchi della pescheria per vendere tutto il vendibile.
Qualche volta sono imbarcazioni che si fermano lontano dalla riva. Vedi
scendere delle persone, non molte in realtà, che arrivano a nuoto per
godersi la terra ferma.
La costa è pattugliata e
non credo di avere mai visto tante imbarcazioni della marittima e tanti
elicotteri come in questi ultimi anni. Non fanno multe ai naviganti
spacconi che rischiano di tagliare la testa ai bagnanti o a quelli che
sporcano il mare con ettolitri di carburante che ti da la nausea.
Cercano esseri umani, quelli che sono sfuggiti agli speronatori libici
addestrati per fare annegare più gente possibile e per tenere lontani
dalle acque italiche quelli che avrebbero diritto d'asilo.
Ora leggo che la Caritas dice che gli sbarchi sono aumentati
e siccome il governo ha basato tutta la sua politica fallimentare sulla
deportazione di esseri umani non può esserne contento. Come può
spiegare Maroni che nonostante tutto quello che hanno fatto la gente
continui ad arrivare? Come può spiegare che la disperazione è più forte
dei lager, degli speronatori libici, del pattugliamento delle coste?
Quello che mi fa venire la
nausea è la campagna elettorale sugli esseri umani, sui cadaveri
abbandonati nel mediterraneo. La vedi a partire dal tg mediaset. Ne ho
visto uno, stamattina, il tg 5. Presentavano una grossissima operazione
nella pineta di castel gandolfo. Credo sia dalle parti di roma. C'era lo
speaker che seguiva questo blitz. Alcuni militari a cavallo e altri a
piedi per l'operazione "bonifica".
Hanno trovato alcune tende
chiuse con delle famiglie che ci dormivano dentro. Senzatetto, poveri
cristi che non possono permettersi un affitto, uomini, donne, bambini.
Li hanno arrestati davanti alle telecamere e orgogliosamente lo speaker
annunciava che avevano visto poco più in là un altro accampamento e che
avrebbero provveduto a "ripulire" anche quella zona per la "sicurezza"
dei turisti.
Non so perchè ma mi sono venute in mente le turiste stuprate in italia da italiani
e mi sono chiesta come sia possibile speculare sul rastrellamento di
povera gente mentre gli italiani che possono pagarsi la villeggiatura
fanno razzia di donne da stuprare.
Lo so, è una domanda
retorica ma quando quello che vedi ti lascia così, senza parole, non
restano altro che le domande retoriche, nell'attesa di fare scorta di
nuovo ossigeno per arrivare a nuove forme di resistenza.
Dalla pagina facebook attivata da alcune nostre amiche arriva la foto di un lenzuolo contro il femminicidio (altre arriveranno!).
Questa era la nostra idea di partenza. Potete farla vostra, scrivete quello che volete (nel caso della foto è scritto "Per tutte. Stop al femminicidio!"), nelle lingue che volete, nella nazione in cui vivete, usiamo le nostre finestre e i nostri balconi come bacheche sul mondo per esprimere poche parole contro la violenza maschile sulle donne.
--->>>Nella Pagina facebook scrivono: Prendi un lenzuolo,
macchialo di rosso, scrivi la frase contro la violenza sulle donne che
vuoi esporre e poi appendilo alla finestra o al balcone. Fai una foto
del lenzuolo, pubblicala qui e segnalaci la tua adesione. Grazie!
Ps: dato che i maschilisti ci censurano dappertutto pensiamo che le lenzuola nei balconi possono censurarle solo se abbattono le case.
Saremmo altresì tanto felici se questa passione non fosse rivolta soltanto alla caccia alle streghe costrette a svolgere ruoli di cura che i maschi non svolgono quasi mai.
Anzi invitiamo i maschilisti a sponsorizzare una professione tutta maschile giacchè delle donne, è chiaro, non ci si può fidare. Che ne dite di spupazzarvi voi le vostre anziane mamme e i vostri anziani papà così sarete più che sicuri che saranno trattati al meglio, no?
In generale auspicheremmo che tanto impegno fosse rivolto a mettere la telecamera tra moglie e marito e a filmare le violenze, innumerevoli, delle quali siamo troppo spesso testimoni.
Lanciamo anzi un video contest: tutte le persone dotate di telecamere, quando sentono urla disumane provenire dalla casa accanto e rumori che rimandano inevitabilmente a maltrattamenti, botte, ammazzatine che gli uomini compiono contro donne e bambini, facciano dei video e noi saremo felicissime di premiare la migliore ripresa di violenza maschile.
Circa la qualità e l'entità del premio vi diremo in seguito. Nel frattempo provate a perdere la pessima abitudine di chiudere porte e finestre quando sentite una donna che sta morendo di violenza maschile. Provate un po' a farvi i cazzi di quella donna e a muovere le vostre falangi per chiamare aiuto al telefono o per filmare quello che sta avvenendo.
Siete testimoni di delitti quotidiani e siete omertosi e complici perchè è troppo semplice fare i solerti cittadini quando la persona denunciata è una donnina di mezza età. Molto più impegno e coraggio ci vuole a fermare un maschio assassino che normalmente non avete le palle di "filmare" neppure se lo vedete per strada a massacrare a pugni una donna che ha avuto la sfiga di passare per caso da lì.
Aspettiamo i vostri video. Numerosi, mi raccomando!
Quando si tratta di togliere la vita alle donne molti uomini attingono ad un estro che probabilmente neanche speravano di avere, anzi, che probabilmente non hanno proprio, ma che per un attimo, tanto basta, balena nella vacuità dei loro pensieri, permettendo di trovare modi di uccidere alquanto eccentrici.
C'è quello che scambia un grazioso e sonnolento borgo del centro Italia per una landa deserta di qualche western americano, ed entra in un'abitazione privata per scaricare piombo sulla ex, la madre della ex, la sorella della ex.
C'è quello per cui il tiro con la balestra è sport ormai antiquato e un tantino monotono, e pensa bene di mandare il poligono in pensione sostituendolo con una donna.
C'è quello che rimpiange i bei-bui tempi andati, quando si appiccavano falò cui dare in pasto donne scomode, e che non si fa mai trovare sprovvisto di una tanica di benzina con annessa scatola di fiammiferi. Sai com'è, gli venisse in mente di accendere anche la moglie tra una sigaretta e l'altra.
C'è poi l'animo particolarmente sensibile, che trova esecrabili tali strumenti di morte, e si sente invece a proprio agio nel massacrare a mani nude la prima donna che gli capita di incontrare la mattina. Pugni forti, mirati al volto, deflagrazioni mortali che esplodono su occhi, setto nasale, denti e fronte. Un nostalgico delle sempre efficaci botte, insomma.
Ma ci sono anche le armi che uccidono indirettamente e socialmente, quelle che armi non sembrano affatto, ma il cui uso tesse pervicacemente la tela su cui viene quotidianamente dipinto il femminicidio .
Una penna, o una tastiera. Parole che dovrebbero descrivere ed analizzare, vengono abusate per mistificare e giustificare, parole che fluttuano in una melma di inesattezze dozzinali.
Per ogni donna che viene stuprata o uccisa o picchiata da un uomo, ci sono tanti uomini che nei loro articoli si affannano nel tentativo di responsabilizzare la vittima di quanto accaduto.
Ed ecco che tirano fuori un'antologia di volgari e stantii pretesti degni dei peggiori processi per stupro: considerazioni sul suo aspetto fisico, sulle quantità di alcool assunto (ma, pour magie, lo stato di ebbrezza diventa attenuante nel caso in cui sia l'uomo a trovarvisi), sulla sua presunta infedeltà, sulla sua presunta mancanza di prudenza, e via farneticando.
Si vanno ad impelagare in contorsioni linguistiche atte ad espropriare la vittima di qualsiasi barlume di dignità (perché mai l'uomo che stupra viene paternamente appellato come "giovane" e la donna violentata ridicolmente chiamata "fanciulla"?) e di diritto, riducendola ad imperfetto parafulmine degli scazzi quotidiani maschili. E nel contempo, giustificano il carnefice, lo psicanalizzano a distanza, si appellano ad uno sforzo di comprensione da parte della collettività, fornendo spiegazioni inverosimili alle sue gesta: temperatura sopra la media, minuto di follia, secondo di raptus, immaturità emotiva, demenza senile, demenza infantile, ci manca solo che attribuiscano...
Il gentile carabiniere che ieri ha ammazzato la moglie con cinque coltellate alla schiena, una al torace e una mortale alla gola, secondo repubblica si occupava proprio di violenze familiari.
La notizia viene accompagnata da commenti che come sempre si preoccupano dello stato dei carnefici piuttosto che di quello delle vittime.
Bisogna proprio riflettere su questi dati perchè sono fondamentali. Come fondamentale è sapere che gli uomini uccidono le donne a prescindere dal fatto che vi sia una separazione di mezzo.
Se domani tu avrai problemi con tuo marito e vorrai separarti è bene comunque sapere che troverai una legislazione (le leggi sull'affido condiviso che rimettono in discussione il diritto di famiglia) che protegge il tuo ex. Lui troverà un avvocato che invece di rasserenarlo lo istigherà contro di te in nome di una battaglia ordita da uomini contro le donne. Tutte le donne.
Quell'avvocato farà parte di una schiera di avvocati che hanno aderito ad una causa precisa, quella di certi padri separati, i quali diranno indirettamente al tuo ex marito che è suo diritto non lasciarti andare senza averti adeguatamente punito. Gli diranno che tu non puoi muoverti, cambiare vita, uomo, città, tenerti il figlio, esigere di abitare dove abitavi e lo aizzeranno contro di te esasperando un conflitto che è già alto.
Questi stessi professionisti pretenderanno poi di avere la delega alla mediazione familiare perchè tu affidi a loro la tua scelta e loro ti convincano che devi soddisfare le esigenze del tuo ex marito in tutto e per tutto altrimenti non sei abbastanza donna, non sei abbastanza buona, non sei abbastanza giusta, non sei abbastanza tutto.
La responsabilità dell'eccessiva esasperazione di questi uomini ovviamente non la attribuiranno al loro pessimo lavoro ma la attribuiranno a te, al fatto che è colpa tua se tuo marito vuole vendicarsi ed ammazzarti e ogni volta che dicono questo diranno al tuo ex che ha una ragione per ucciderti e diranno a te che sarai responsabile della tua morte violenta.
Non bastasse questo se per caso andrai a denunciare le violenze che il tuo ex marito ti infliggerà potresti trovare in caserma un uomo obiettivo che prima o poi ammazzerà la moglie che sta per diventare ex e potresti anche non trovare più nessun punto di riferimento reale perchè certi padri separati ritengono che i centri antiviolenza debbano essere soppiantati da altre strutture con una attenzione verso i carnefici e nessuna attenzione verso di te.
Quello che si sta costruendo, dunque, è la base sociale e culturale, irresponsabile, per la morte di molte altre donne sacrificate sull'altare della presunzione di professionisti e uomini accecati dall'odio contro le donne e dall'egoismo più assoluto.
Ci sono uomini che esasperano il conflitto nelle separazioni. Sono gli...