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Versione italiana pubblicata su ControStorie #2. Jennifer Camper è una fumettista di New York. ...

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ControStorie
Rivista di approfondimento teorico su razzismo, genere, classe.
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  • Palestina/Israele: un'analisi "post-mortem" del Quartetto per il Medio Oriente

    Alla fine di gennaio, dopo cinque round di colloqui esplorativi che si sono svolti in Giordania, israeliani e palestinesi non hanno rispettato il termine per la ripresa dei negoziati diretti imposto dal Quartetto per il Medio Oriente. Usa, Ue, Russia e Onu hanno fallito nel loro intento, dimostrando di non avere pi carte nella partita che si gioca in Terra Santa.Mase non loro chi?Ecco l'analisi di Khaled Elgindy.



  • Palestina: la forza della non violenza

    Il prossimo 18 febbraio nei Territori Palestinesi si celebrer un anniversario denso di significati. Nel 2005, il villaggio di Bil’in inizi ad essere teatro di una protesta popolare permanente. L’occupazione violenza, sovente giustificata attraverso un uso “selettivo” della religione. Il movimento di Bil’in mirava ad esporla e a minarla attraverso una lotta partecipata all’insegna della non violenza.A distanza di sette anni ci che sembrava un progetto velleitario oggi una realt ben presente.



  • Iraq: salvare la “dignità” delle donne con “vestiti adeguati”, via le minigonne

    Al Zaidi, ministro degli 'affari delle Donne', sta superando il limite. Prima ha imposto la separazione dei sessi negli uffici,poi ha disapprovato i centri per le donne abusate. Ora un provvedimento per obbligarecoloro che lavorano nelle istituzioni pubbliche a rispettare un "codice di abbigliamento".



  • Siria: l'intraprendenza di Washington "atterra" a Beirut

    Cina e Russia mantengono le promesse e pongono il veto alla risoluzione Onu disegnata daStati Unitie Lega Araba per porre fine alla crisi siriana. Il giorno precedente il voto, la citt di Homs stata scenario dell'ennesimo massacro di civili. Mentre le accuse occidentali cadono tutte su Assad, Pechino e Mosca denunciano: "troppo poco si dibatte sulla ragione dell'interesse occidentale".



  • Siria, gli intellettuali denunciano: "nessuna solidarietà per il nostro popolo"

    Il popolo siriano si sollevato da oltre dieci mesi, perch non accetta pi l’umiliazione e non indietregger prima di aver conquistato libert e giustizia sociale. Questa sollevazione corona anni di lotta per i diritti politici e sociali, conosciuti come la “Primavera di Damasco” e i “Comitati per lo sviluppo della societ civile”.



  • Siria: "il silenzio del mondo sulla tragedia del mio popolo"

    Cari amici, scrittori e giornalisti del mondo intero, in particolare di Cina e Russia, ci tengo a informarvi che il mio popolo esposto a un genocidio. So che la scrittura impotente e nuda dinnazi a cannoni, carriarmati e missili russi che bombardano le nostre citt e i nostri civili, ma non ho alcuna voglia che anche il vostro silenzio sia complice della morte del mio popolo.



  • Gli effetti collatterali del conflitto libico (e le responsabilità?)

    L’UNHCR lancia l’allarme per l’arrivo di 20mila rifugiati maliani in Niger, Burkina Faso e Mauritania. Sono tuttiin fuga dalle violenza scoppiate nel nord del paese e causate dalla ripresa della storica rivolta dei tuareg.Questa volta per la guerriglia sembra aver fatto un salto di qualit in materia di armi. E le ragioni vanno ricercate nel conflitto libico.



  • Marocco, Taza: la rivolta che sta facendo tremare il governo di Rabat

    Cresce la pressione sociale nel regno alawita. Dopo le immolazioni dei cinque laureati-disoccupati a Rabat e la rivolta degli abitanti di Taza, ancora la cittadina situata tra le pendici del Rif e del Medio Atlante ad essere al centro degli eventi. Nuove manifestazioni popolari hanno innescato la repressione violenta delle forze dell'ordine il 1 febbraio. Da allora la protesta va avanti, nonostante la citt sia militarizzata. Il governo invece assicura il ritorno alla calma e condanna i media online.

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  • Iraq, i numeri ribaltano le previsioni: dopo il ritiro si muore come nel 2011

    Mentre sul numero delle vittime il governo gioca al ribasso, pubblichiamo il resoconto di tre giorni di sangue a Baghdad e le statistiche delle organizzazioni irachene.



  • L'Italia “taglia le ali alle armi: la verità sui caccia F-35 non può venire dal ministero della Difesa"

    Ancora una volta i fautori del programma JSF in Italia continuano a diffondere dati e considerazioni non corrispondenti alla realt sulla situazione e i costi del programma. Ecco la rispostadella campagna “Taglia le ali alle armi!” all'audizione alla Camera del gen. DeBertolis: "Ci troviamo di fronte ancora una volta a numeri bizzarri e 'creativi' che andrebbero confermati con documentazione ufficiale e non solo con comunicazioni orali".



  • Il Bahrein si prepara al 14 febbraio, tra occupazioni di piazza e opere d'arte

    Il 14 febbraio il Bahrein ricorder il primo anno dall’inizio delle proteste: la Primavera nel piccolo Stato a maggioranza sciita, retto da una dinastia sunnita, era iniziata con l’occupazione di Pearl Square. Occupazionerepressa nel sangue, mentrea non trovare alcun impedimento sono stati invece i 53 milioni di dollari in armamenti vari arrivati dagli Stati Uniti.



  • Siria: ma cosa hanno visto davvero gli osservatori della Lega Araba?

    All’indomani del secondo veto, da parte di Cina e Russia, sulla proposta di risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu contro il governo di Bashar Assad, ecco una sintesidel rapporto della missione di osservatori inviati dalla Lega Araba,tra il 24 dicembre 2011 e il 18 gennaio 2012.



  • Turchia: un Premio Nobel a chi si batte per la libertà?

    I parlamentari svedesi vorrebbero dare a Ragip Zarakolu il prestigioso Premio Nobel per la Pace. Giornalista, editore, scrittore e attivista dei diritti umani, come si legge nella richiesta inviata alla commissione, Zarakolu merita questo riconoscimento in quanto simbolo della lotta per la libert di stampa e d’espressione in Turchia.



  • Egitto: gli Usa minacciano tagli ai finanziamenti per 'salvare' sei americani

    Gli Stati Uniti forniscono all'Egitto 1,3 miliardi di dollari in finanziamenti per gli armamenti.Accadeva nell'epoca Mubarak e potrebbe accadere ancora ora. Dipende dall'esito dell'attacco in corso da parte della magistratura alle ong americane che si occupano di diritti umani e che hanno monitorato le ultime elezioni. E non certo dalle stragi di piazza ordinate dal Consiglio militare.



  • Medio Oriente: "colpevole" di essere una lavoratrice migrante (in gravidanza)

    Era appena arrivata ad Abu Dhabi. Avrebbe dovuto fare la cameriera presso una ricca famiglia degli Emirati Arabi Uniti. Poi le coliche addominali, fino alla corsa disperata in ospedale. La donna etiope non aveva una malattia, ma una gravidanza. Giunta ormai al nono mese, secondo i medici la futura mamma si era sentita male a causa del duro lavoro a cui la costringeva la famiglia che l'aveva assunta.



  • Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili: l'allarme riguarda anche il Medio Oriente

    Oggi, 6 febbraio, si celebra la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili (Mgf), orribile pratica che interessa circa 140 milioni di donnein tutto ilmondo. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha invitato la comunit internazionale a perseguire l’impegno nel combattere questa pratica e ha ricordato il lavoro italiano sul tema. Ma in Medio Oriente che il fenomeno sta crescendo in modo preoccupante.

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  • Turchia: oggi arrestate altre 40 persone

    4 febbraio 2012 - In Turchia sono state arrestate oltre40 persone nella sola giornata di oggi.Sitratta di una nuovaondata di perquisizioni effettuate nell'ambito delle 'operazioni KCK'. Tra le persone finite nel mirino degli agenti, membri del partito curdo Bdp, rappresentanti delle organizzazioni della societ civile curda, media e oppositori di sinistra.



  • Iraq, il dilemma di Maliki: "lascio o raddoppio?"

    La decisione del blocco sunnita Iraqiya di interrompere il boicottaggio dei lavori parlamentari potrebbe essere letta come la fine della crisi irachena. Ma non lo sar. Nel migliore dei casipotremmo parlaredell’inizio di una tregua. Ora il paese a un bivio.



  • Siria: una riflessione sul diritto di veto della Russia

    Premesso che il veto in Consiglio di sicurezza Onu rappresenta per chi ne gode un diritto (per quanto criticabile),anche quando usato da paesi diversi dagli Usa, la natura del dibattito internazionale attorno alla questione siriana non va cercata negli ipotetici cavilli presenti nella risoluzione che scontenta Mosca, quanto piuttosto nella ratio alla base dell'apparente fermezza della posizione russa, nonch della fretta e della convinzione occidentale.



  • Turchia: riforma della giustizia in vista?

    Nei giorni scorsi il presidente dell’Assemblea parlamentare turca Cemil Ciek ha ricevuto una lettera di propositi per la riforma costituzionale da un gruppo di bambini, in rappresentanza della Commissione per i diritti dell’infanzia.Nella missiva si formula una richiesta per un maggiore coinvolgimento dei pi piccoli nel processo di riforme,con il sostegno dell’UNICEF.




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