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Versione italiana pubblicata su ControStorie #2. Jennifer Camper è una fumettista di New York. ...

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ControStorie
Rivista di approfondimento teorico su razzismo, genere, classe.
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La straniera PDF Stampa E-mail
Recensioni
di ControStorie.org   
26 Nov, 2009 at 12:18 AM

Informazioni, sito-bibliografie e ragionamenti su razzismo e sessismo (a cura di C. Bonfiglioli, L. Corradi, L. Cirillo, B. De Vivo, S. R. Farris, V. Perilli).

La straniera. Quaderni Viola #2, nuova serie.
La straniera. Quaderni Viola #2, nuova serie.

Come il primo, anche il secondo numero dei Quaderni Viola si propone di fornire dati elementari di conoscenza, bibliografie e sitografie per chi desideri poi approfondire, spiegazioni brevi ma capaci di orientare un lavoro politico.

Il tema del razzismo è esaminato nelle sue intersezioni con il genere e la classe, così come nel primo numero il tema del lavoro è stato analizzato nelle intersezioni con il genere e con la condizione migrante. Le intersezioni tra vari rapporti di oppressione hanno assunto un’importanza crescente nella ricerca femminista internazionale. In questo quaderno vengono offerti esempi concreti di come genere-classe-razza/etnia/cultura-generazione contribuiscano a determinare posizioni di oppressione nella gerarchia sociale, ma anche nuove possibilità di presa di parola. Allo scopo di indagare alcune delle forme storiche in cui il concetto di razza è stato creato e impiegato, la prima parte del quaderno ne analizza alcuni momenti centrali: l’antisemitismo e la scientizzazione della categoria di razza, il razzismo anti-Rom, il colonialismo e, in particolare, il periodo coloniale italiano e il razzismo anti-meridionale. Il dibattito sul concetto di intersezionalità, sul ruolo da attribuire a ciascuna componente della triade “razza- genere-classe” si è arricchito negli anni di contributi e riflessioni sempre più numerose. La seconda parte perciò offre le coordinate teoriche e bibliografiche per orientarsi in tale dibattito e per affrontare, con una prospettiva più avveduta, l’intera trama problematica che è oggetto del quaderno. La terza e ultima parte infine si concentra sulle forme assunte dal razzismo contemporaneo in Italia, in particolare nelle loro declinazioni di genere. Gli immigrati e le immigrate sono divenuti/e il bersaglio principale di retoriche e pratiche xenofobe. Tuttavia, oltre che discorso esplicito, il razzismo contemporaneo si camuffa principalmente dietro narrative “difensive” che sempre più per affermarsi strumentalizzano le donne, italiane e non. Sono soprattutto tali narrative oggi ad insidiarsi nelle coscienze ed è, pertanto, dalla decostruzione di esse che dobbiamo partire per smascherare la propaganda razzista e misogina.

Per l'indice del numero e brevi schede sulle autrici rinviamo al sito delle Edizioni Alegre. Sui Quaderni Viola e La straniera si veda anche: Quaderni Viola sito e blog.

Riflessioni PDF Stampa E-mail
Bacheca
di ControStorie.org   
20 Ott, 2009 at 02:34 PM
Racism is the vehicle that transports white gays and feminists into the mainstream.

Jin Haritaworn, Tasmila Tauqir, Esra Erdem, “Gay Imperialism: Gender and Sexuality Discourse in the War on Terror”, in Out of place. Interrogating Silence in Queerness/Raciality, p. 72.

Vedi anche: On the censorship of ‘Gay Imperialism’ and Out of Place.

L'omofobia, la lesbofobia e la transfobia degli altri PDF Stampa E-mail
Rassegna stampa
di Femminismo a Sud   
14 Ott, 2009 at 01:58 AM

Fonte: Femminismo a Sud (http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/10/14/l-omofobia-la-lesbofobia-e-la-transfobia-degli-altri) | Post in Corpi & Pensatoio & Omicidi sociali & Anticlero/Antifa at 00:52 :: 點閱次數 (149)

Image

Update: l'aggiornamento riguarda la proposta di legge sull'omofobia. È stata respinta. In definitiva, onorevole concia e dintorni, quanto è stato utile sdoganare il fascismo e fare dichiarazioni d'amore ad alemanno?

>>>^^^<<<

Una segnalazione di Sukkulaati (grazie!) ci mostra quale potrebbe essere l'uso del provvedimento contro l'omofobia che si sta discutendo in parlamento. L'articolo viene dal sempre più di destra “corriere”. Si racconta di due ragazze che si baciano e di un musulmano che le avrebbe aggredite. Si infarcisce l'articolo con considerazioni circa l'intolleranza dei musulmani e sulla naturale bellezza dell'amore tra due ragazze.

L'articolo è effettivamente sorprendente per almeno un paio di motivi.

Primo, perchè dimentica completamente che la stagione di aggressioni omofobe e lesbofobe, arricchita persino di stupri punitivi rivendicati dall'estrema destra per dare una lezione alle lesbiche, ha in italia una connotazione politica precisa ed è largamente legittimata da una morale cattolica che parla di gay, lesbiche, trans come di malati, persone senza diritti che mai potranno aspirare ad ottenere altro che non sia compassione. Certo non possiamo dimenticare gli interventi di criminalizzazione dei gay trattati come fossero contagiosi per bambini e adulti. Certo non possiamo dimenticare che le lesbiche per la destra dovrebbero finire nei campi di concentramento dove già sono state condotte in tempi ahimè sempre meno lontani.

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La questione della “razza” in Italia PDF Stampa E-mail
Rassegna stampa
di Anna Curcio   
11 Ott, 2009 at 12:00 AM

Fonte: http://www.globalproject.info/it/in_movimento/La-questione-della-razza-in-Italia/2272

Genealogia del razzismo lungo le trasformazioni dello sfruttamento

Alla fine degli anni settanta, quando la Rai mise in onda Radici, il serial televisivo sulla storia degli schiavi africani in America, mia nonna che il novecento lo ha attraversato tutto, chiedeva con insistenza di cambiare canale: “i negri mi fanno impressione” diceva. É stato in questo modo che, bambina, ho scoperto la “razza” e il razzismo, anche se solo nei decenni successivi avrei compreso fino in fondo di cosa si trattava, perché quei corpi neri terrorizzavano tanto mia nonna.

Dieci anni dopo, verso la fine degli anni ottanta, la musica di Chuck D, i Public Enemy e la storia delle Black Panther che presi a divorare, forse spinta proprio dalla curiosità aperta dall’affermazione di mia nonna, mi insegnarono che la “razza” non é un fattore biologico, ma anche che le discriminazioni razziali e le lotte che sfidavano apertamente tali discriminazioni, non sono un affare americano. Anche in Italia, oggi come ieri, le discriminazioni sul terreno della “razza” hanno stabilito gerarchie, rapporti di subordinazione e forme dello sfruttamento.

Mia nonna, settantaquattro anni nel 1978 e trentadue nel 1936 al momento dell’espansione italiana in Etiopia, aveva direttamente vissuto la grande depressione, quando la retorica fascista ed il progetto di espansione in Africa si proponevano di gestire il terremoto che aveva investito la divisione internazionale del lavoro. All’indomani della crisi si trattava di definire una nuova organizzazione del lavoro e la “faccetta nera” avrebbe garantito l’esistenza di un bacino di forza lavoro a basso costo.

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Ramadan a fumetti PDF Stampa E-mail
Rassegna stampa
di Jamila Mascat   
14 Set, 2009 at 12:00 AM

Fonte: Internazionale.it | Nero su bianco | Jamila Mascat (http://www.internazionale.it/interblog/index.php?itemid=2897)

Il mese di ramadan sta per finire, scandito da tante polemiche e condito da un insolito voyeurismo.

Mai visti tanti auguri tutti insieme.

Ci sono stati quelli di Obama.
E in casa nostra quelli di Alemanno, ringraziato calorosamente (ahimé), dall'associazione degli Intellettuali musulmani.

Poi è arrivato il messaggio dell'arcivescovo di Milano alle comunità islamiche, in difesa del diritto della libertà di culto.
Ma non tutti gli abitanti di Renate, paese natale del cardinale Tettamanzi, la pensano come lui.

«Qui è diventato un inferno – sbotta il signor Angelo – Venga il venerdì, ci sono almeno 250 persone. Lasciano le scarpe fuori e si ammassano lì dentro: siamo preoccupati. Noi condomini avevamo dato la disponibilità all'accoglienza, come sostiene il nostro arcivescovo, ma pensavamo che ospitasse dieci quindici islamici al massimo. Quelli che abitano a Renate, che conosciamo, che incontriamo per strada. Invece è diventato il punto d'incontro dei musulmani di tutta la zona. Non sappiano nulla di loro. A volte sono prepotenti» (dal Giornale).

Comunque la sete è tutto.

Perciò il mese del digiuno ha risvegliato perfino la filantropia dei datori di lavoro preoccupati per le condizioni fisiche dei loro braccianti. Al punto da volerli obbligare a bere per evitare pericolosi effetti collaterali.

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Speriamo che sia femmina PDF Stampa E-mail
Rassegna stampa
di Jamila Mascat   
01 Set, 2009 at 12:00 AM

Fonte: Internazionale.it | Nero su bianco | Jamila Mascat (http://www.internazionale.it/interblog/index.php?itemid=2891)

Caster Semenya è tornata a casa il 25 agosto festeggiata da un bagno di folla.

Ad accoglierla a Pretoria c'era anche il presidente Zuma, indignato e ferito nell'orgoglio sportivo per lo scandalo che ha travolto l'atleta, come la maggior parte dei suoi connazionali sudafricani.

“Non le toglieranno la medaglia. L'ha vinta”, ha dichiarato Zuma perentorio, “la domanda non si pone nemmeno”.

Winnie Mandela si è schierata pubblicamente dalla parte di Caster.
“Siamo fieri della nostra ragazza”, ha detto, e riferendosi ai vertici dell'Associazione internazionale di atletica leggera, ha aggiunto che “i loro insulti possono metterseli dove meglio credono”, (traducendo vivacemente).

Il resto del mondo nel frattempo aspetta con curiosità perversa indiscrezioni sui risultati dei cosiddetti gender test cui è stata sottoposta la golden girl, come l'hanno ribattezzata i giornali sudafricani. Che, si mormora, avrebbe in corpo il triplo del testosterone di una donna normale (?).

E poco importa che la nonna continui a giurare che sua nipote è una lei.

Allo stato attuale l'argomentazione più convincente circa la sua identità sessuale è “Sembra un uomo. Parla come Barry White”. Che forse è un po' poco per gridare all'impostura.

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Di fronte a noi, la crisi PDF Stampa E-mail
Analisi
di Alex Gaudillière   
27 Lug, 2009 at 12:00 AM

L'ampiezza, la durata della crisi attuale non si possono prevedere. Ma sappiamo già che la storia di questa generazione si dividerà tra il prima e il dopo la crisi. Il mondo non sarà più quello che abbiamo conosciuto. Ed è all'interno di questa crisi che si deciderà il futuro.

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Imperialismo e lotta per la liberazione LGBT in Medio Oriente PDF Stampa E-mail
Approfondimenti
di Jinan Coulter*   
27 Lug, 2009 at 12:00 AM

Introduzione e traduzione a cura del collettivo LGBT “Tiresia”, di Napoli

La denuncia che le istituzioni dei paesi occidentali fanno rispetto alla mancanza di libertà e diritti nei paesi islamici è due volte pericolosa. In primo luogo distoglie l'attenzione mediatica dall'ineguaglianza dei diritti e dalla violenza presenti nella nostra società, ad opera di maschi bianchi e italiani. Individuare come portatore di violenza e di una cultura omofoba e sessista chi proviene da un paese islamico – ma il discorso vale anche per gli est-europei – falsa la nostra realtà, che è quella di uno stato istituzionalmente sessista in cui discriminazione e violenza vengono perpetrate dai nostri vicini. In secondo luogo fomenta e giustifica una visione neoimperialista in cui esistono dei paesi per loro natura “sfortunati” (l'Iran dei gay impiccati o l'Afghanistan delle donne nei burqa) di volta in volta da civilizzare o in cui esportare la nostra democrazia.

La femminista e ricercatrice francese, esperta di questioni di genere, Christine Delphy, parlando della violenza sulle donne da parte degli immigrati e della demonizzazione di questi “stranieri”, giovani delle periferie, arabi o mussulmani, albanesi prima e rumeni poi, dice: “Oggi bisogna dirlo con forza: questo discorso non è soltanto razzista ma anche antifemminista”. Anche una parte del pensiero femminista e dei gruppi LGBT più o meno istituzionali porta avanti questa visione razzista e di “di destra”, che rappresenta i paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, ma anche dell'Est Europa, come una sorta di Asse del Male in cui democrazia e civiltà non esistono e gli islamofascisti sono al potere. Questo potenziale, terribile pericolo, con il suo serbatoio di emigranti, minaccia di contaminare l'Occidente e le sue libertà con una “cultura” violenta e repressiva. Ciò non è altro che il tentativo di nascondere la reale velleità neoimperialista dell'Occidente, che giustifica l'occupazione militare e il saccheggio in nome della Guerra al Terrorismo e dell'esportazione di civiltà, inducendoci a non vedere i reali problemi delle nostre società e portandoci a credere che il problema stia nell'Altro.

Jinan Coulter, autrice di questo articolo, ha ben chiaro questo aspetto, e giustamente sottolinea (e questo è forse il punto più importante) come in realtà l'omofobia e il sessismo dei paesi musulmani non siano il frutto della “cultura islamica” bensì il retaggio dell'imperialismo e del colonialismo delle potenze occidentali, che al posto di esportare democrazia e diritti hanno esportato, come al solito, segregazione e violenza.

Collettivo Tiresia

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Relazioni pericolose. Movimenti femministi e LGBTIQ al tempo della guerra al terrore PDF Stampa E-mail
Voi siete qui
di Barbara De Vivo   
27 Lug, 2009 at 12:00 AM

I movimenti femministi in Occidente non hanno solo una storia di lotte di liberazione. Come hanno svelato femministe nere, africane americane, postcoloniali, parte del movimento femminista sin dai suoi albori tra ‘800 e ‘900, ha una storia di complicità con i discorsi imperialisti e colonialisti.

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Quadri di guerra: il femminismo queer, Gaza e la rabbia PDF Stampa E-mail
Voi siete qui
di Sarah Bracke*   
27 Lug, 2009 at 12:00 AM

In questo articolo Sarah Bracke analizza come nella cornice del nuovo contesto geopolitico globale post Guerra Fredda e post 11 Settembre, parte del movimento femminista e lgbtqi in Occidente abbia abbracciato il discorso imperialista della “guerra globale e permanente” e abbia ceduto alla retorica della missione civilizzatrice e emancipatrice; missione che rafforza il binarismo dell'Occidente, baluardo della libertà e dei diritti sociali e civili, contro il Medioriente dominato dal sessimo e dall'omofobia. L'articolo fa spesso riferimento alla brillante analisi di Jasbir Puar e al testo Terrorist Assemblages. Homonationalism in Queer Times (Duke University Press, 2007) in cui attraverso il termine “omonazionalismo”, Puar fa riferimento al fenomeno che porta gay lesbiche, trans e soggettività queer di ogni sorta (femministe e non, attiviste e non) ad abbracciare i discorsi nazionalisti, imperialisti e neocoloniali e a stringersi intorno al vessillo della nazione nel momento in cui c'è da combattere un nemico minaccioso sia sul fronte interno che esterno: sia l'islam in Medioriente che l'islam delle/dei migranti e delle generazioni successive al percorso migratorio in Occidente. B.D.V.

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