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Versione italiana pubblicata su ControStorie #2. Jennifer Camper è una fumettista di New York. ...

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ControStorie
Rivista di approfondimento teorico su razzismo, genere, classe.
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Dalla piccola Kabul di Patrasso il viaggio dei dannati verso l'Italia PDF Stampa E-mail
Rassegna stampa
di Attilio Bolzoni*   
08 Feb, 2009 at 12:20 PM

Fonte: http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/immigrati-4/afgani-bolzoni/afgani-bolzoni.html

Reportage tra i giovani afgani che si imbarcano nascosti nei tir In migliaia aspettano in una baraccopoli di cartone tra fame, malattie e scontri.

PATRASSO – Le baracche di cartone sono molli, si gonfiano con il vento. Per fermare la pioggia le avvolgono nella plastica, chiudono gli spifferi con materassi sventrati, coperte, rami e tavole fradice raccolte sulla spiaggia dopo l’ultima mareggiata. Una attaccata all’altra e una dentro l’altra, ce ne sono più di centocinquanta.

Ieri – 5 febbraio dell’anno 2009 – ci vivevano in mille. Tutti afgani. E tutti maschi. Bambini soli. Come Ramazan, che ha appena otto anni. E uomini. Il più vecchio è Hamid, viene dalla provincia di Helmand, di anni ne ha venticinque. Non ci sono donne, nemmeno una. Non ci sono mogli né madri né sorelle in quello che loro chiamano “il campo” ma che è una delle porte dell’inferno. In mezzo al fango e ai fumi del pattume che brucia, sulla strada per Corinto c’è la piccola Kabul di Grecia.

Da qui partono loro, i dannati che ogni giorno e ogni notte tentano di approdare in Italia nascosti nei cassoni dei camion, silenziosamente e continuamente. Lontani dal clamore dei grandi sbarchi di Lampedusa, lontani dalle piste dei deserti magrebini o dalle rotte mediterranee. Da qui prendono il mare dopo una fuga lunga già 8 mila chilometri. Qui è Patrasso, l’inizio o la fine del loro viaggio, l’inizio o la fine di un’altra vita.

Quei mille del campo e gli altri tremila o quattromila che vagano sul lungomare o che dormono nelle case abbandonate ai margini della città, dall’alba al tramonto si riversano al porto per infilarsi in qualche buco e sperare di vedere le luci di Ancona, di Brindisi, di Venezia o di Trieste. Sono sporchi, cenciosi, stravolti dalla fatica e dalla paura. Guardano la rete metallica che circondano la stazione marittima, si aggrappano alle sbarre, si fanno sanguinare le mani con il filo spinato e poi saltano. E corrono, corrono con il cuore che batte forte sino ai Tir posteggiati con il muso rivolto alla pancia delle navi. Aprono i portelloni, spariscono fra i containers e gli imballaggi, con le cinghie si legano agli assi degli autotreni e dei rimorchi.

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Palestina: un esercito di donne in cammino PDF Stampa E-mail
Senza filtro
di Collettivo femminista Rossefuoco   
20 Gen, 2009 at 12:00 AM

Fonte: http://www.infoaut.org/articolo/palestina-un-esercito-di-donne-in-cammino

Siamo state e saremo sempre al fianco della resistenza palestinese!

Come donne atee, laiche, comuniste non possiamo tirarci indietro proprio adesso solo perché Hamas non ci piace o non rispecchia il nostro ideale di resistenza, di vita, di liberazione per un futuro diverso.

Questa non è la guerra di Israele e Hamas, è un conflitto che vede schierato da una parte uno stato e il suo potentissimo esercito e dall’altra un territorio occupato e una popolazione sotto assedio. Questa è la guerra permanente di Israele contro la Palestina tutta, contro il suo popolo e i suoi movimenti di resistenza. Certo oggi nella Striscia di Gaza è Hamas la formazione politica e militare a riscuotere maggiore successo: forse prima di storcere il naso o peggio di abbandonare il campo, varrebbe la pena chiedersi il perché questo sia avvenuto, capire cosa stia succedendo e metabolizzare i cambiamenti che si sono dati negli ultimi anni.

Stare al fianco della popolazione palestinese non significa sostenere a spada tratta il progetto di Hamas di uno stato islamico della Palestina. Prima di tutto nei territori ci sono anche altre formazioni che partecipano alla resistenza, ma sembra che Israele e i media occidentali preferiscano presentare il conflitto in altro modo. In secondo luogo è sempre stata tutta la popolazione a partecipare alla lotta di liberazione: far coincidere Hamas con l’intera società palestinese ci sembra un po’ semplicistico e fuorviante. In ultimo, proviamo a semplificare il discorso con un esercizio di fantapolitica e pensiamo alla situazione che viviamo qui in Italia. Se la Spagna ci invadesse, i nostri amici baschi non dovrebbero solidarizzare con noi soltanto perché c’è Berlusconi al governo?

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ControStorie #1 PDF Stampa E-mail
Numeri ed editoriali
di ControStorie.org   
20 Set, 2008 at 12:00 AM

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Bacheca
di Amministrazione   
22 Nov, 2005 at 01:53 AM

Dopo una lunga, lunghissima gestazione, siamo riuscite/i a portare a termine il secondo numero della rivista!

Non ci piace correre, è vero… ma d’altra parte ci piace darvi il tempo per leggere anche altro :)

A questo punto non ci resta che augurarvi… buona lettura, è il caso di dirlo.

Ramadan PDF Stampa E-mail
Racconti
di Jennifer Camper*   
30 Nov, 1999 at 12:00 AM

Questa traduzione italiana è stata pubblicata su ControStorie #2 (vai al pdf dell'intero numero della rivista).

Il fumetto è ora disponibile autonomamente in versione .pdf.

Jennifer Camper è una fumettista di New York. Tra i suoi libri: Rude Girls and Dangerous Women e subGURLZ. Ha curato inoltre l'antologia di fumetti Juicy Mother. Il suo sito: www.jennifercamper.com.

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