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Rivista di approfondimento teorico su razzismo, genere, classe.
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di ControStorie.org   
25 Mar, 2009 at 11:55 PM

È partita la campagna di Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni nei confronti dello Stato di Israele. Le inchieste condotte dal movimento stanno portando alla luce il coinvolgimento di molte aziende italiane nell’economia di guerra israeliana. Telecom Italia è una di queste. Questo testo sta girando in rete.

Telecom Italia è una delle compagnie italiana con i maggiori interessi economici in Israele ed ha forti legami con aziende che sono direttamente o indirettamente collegate all’occupazione israeliana della Palestina. Possiede il 24% della seconda società telefonica israeliana Golden Lines in compartecipazione con la Fishman Holdings (con la quale collabora anche nel progetto Nautilus, cavi sottomarini nel Mediterraneo). Fishman Holding controlla:

  • il più letto quotidiano israeliano (Yediot Ahronot), il maggiore quotidiano economico (Globes),
  • la più importante TV via cavo (Goldenn Channels),
  • alcuni dei più importanti gruppi edili ed immobiliari del paese,
  • il maggiore esportatore israeliano di pompelmi Jaffa ed altre importante aziende alimentari.

Boicotta chi fa affari con l’economia di guerra israeliana
Boicotta chi fa affari con l’economia di guerra israeliana
È la principale azionista di Med-1, una delle più importanti aziende israeliane nel campo delle infrastrutture per le comunicazioni (cavi sottomarini, linee in fibra ottica). Gli altri azionisti sono la Globescom (controllata dalla Fishman Holdings), l’Aurec e la Clalcom. Clalcom appartiene al gruppo industriale Clal , uno dei maggiori del paese che, tra l’altro, controlla:

  • Esplosive Industries Ltd (esplosivi per l’esercito israeliano)

È entrata con Telecom Italia Lab nei seguenti fondi d’investimento israeliani o con forti interessi in Israele:

  • Jerusalem Global Ventures,
  • Gemini,
  • Apax Partners.

Questi fondi investono soprattutto in aziende di microelettronica, di materiali avanzati, di opto-elettronica, di tecnologie dell'informazione e di biotecnologie. Questi settori, in Israele soprattutto, sono indissolubilmente legati alla produzione di armi, al controllo militare del territorio.

È cliente di importanti aziende israeliane come la Checkpoint (software), Speedwise Technologies  e della ECI Telecom (contratto da 25 Milioni $). L’ECI Telecom è controllata dalla Koor Industries, holding industriale proprietaria di due delle più importanti fabbriche israeliane d’armi (Elisra e Tadiran).

Cosa chiediamo alla Telecom?

Un rapido e progressivo disinvestimento in Israele e dai fondi finanziari israeliani, almeno fino a quando Israele continuerà l’occupazione militare dei territori palestinesi, e non si ritireranno gli insediamenti coloniali, consentendo la nascita di uno Stato palestinese indipendente e pienamente sovrano ed il ritorno dei profughi palestinesi.

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