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Fonte: Internazionale.it | Nero su bianco | Jamila Mascat (http://www.internazionale.it/interblog/index.php?itemid=2897)
Il mese di ramadan sta per finire, scandito da tante polemiche e condito da un insolito voyeurismo.
Mai visti tanti auguri tutti insieme.
Ci sono stati quelli di Obama. E in casa nostra quelli di Alemanno, ringraziato calorosamente (ahimé), dall'associazione degli Intellettuali musulmani.
Poi è arrivato il messaggio dell'arcivescovo di Milano alle comunità islamiche, in difesa del diritto della libertà di culto. Ma non tutti gli abitanti di Renate, paese natale del cardinale Tettamanzi, la pensano come lui.
«Qui è diventato un inferno – sbotta il signor Angelo – Venga il venerdì, ci sono almeno 250 persone. Lasciano le scarpe fuori e si ammassano lì dentro: siamo preoccupati. Noi condomini avevamo dato la disponibilità all'accoglienza, come sostiene il nostro arcivescovo, ma pensavamo che ospitasse dieci quindici islamici al massimo. Quelli che abitano a Renate, che conosciamo, che incontriamo per strada. Invece è diventato il punto d'incontro dei musulmani di tutta la zona. Non sappiano nulla di loro. A volte sono prepotenti» (dal Giornale).
Comunque la sete è tutto.
Perciò il mese del digiuno ha risvegliato perfino la filantropia dei datori di lavoro preoccupati per le condizioni fisiche dei loro braccianti. Al punto da volerli obbligare a bere per evitare pericolosi effetti collaterali.
Anche il campionato di calcio è stato scosso da questo terremoto islamico che ha avuto, per lo meno, il merito di introdurre un nuovo termine nel vocabolario dei bar dello sport: ramadan, spesso con la m, chissà perché, ramadam.
In giro tanta curiosità ovunque:
Ce la fai? Pare di sì Ma neanche il caffè? No Nemmeno una gomma, quello mica è mangiare, è masticare? No Ma alla fine, sommando tutto, mangi di meno? Forse La stanchezza? Un po' E con questo caldo? È peggio
E i commenti: (intransigente) Vada per il digiuno ma la storia dell'acqua è assurda, almeno l'acqua, dico almeno l'acqua (spaventato) Che sofferenza, non potrei mai (sprezzante) È una scemenza (comparativo) È come la quaresima, però peggio (perplesso) Non vi capisco (entusiasta) Deve essere bellissimo (incomprensibile) Io una volta ho digiunato un giorno
Qui su Controstorie c'è un fumetto sul ramadan di Jennifer Camper (disegnatrice newyorchese, libanese-americana, che vive a Brooklyn e ha pubblicato tra le altre cose subGURLZ).
S'intitola, appunto, Ramadan ed è una storia che parla di donne, sopracciglia, digiuni, incoerenza, fotocopie, sesso, qui pro quo.
Si apre con un omaggio ai limoni libanesi, si conclude con un Corano bilingue arabo-inglese e a fianco un bacio appassionato a luce spenta. In mezzo la spiegazione fantasiosa del perché “per certi aspetti crescere da araba ti prepara alla vita lesbica”.
Fa ridere. Leggetelo. |