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ControStorie
Rivista di approfondimento teorico su razzismo, genere, classe.
Imperialismo e lotta per la liberazione LGBT in Medio Oriente
Approfondimenti
27 Lug, 2009 at 12:00 AM

Introduzione e traduzione a cura del collettivo LGBT “Tiresia”, di Napoli

La denuncia che le istituzioni dei paesi occidentali fanno rispetto alla mancanza di libertà e diritti nei paesi islamici è due volte pericolosa. In primo luogo distoglie l'attenzione mediatica dall'ineguaglianza dei diritti e dalla violenza presenti nella nostra società, ad opera di maschi bianchi e italiani. Individuare come portatore di violenza e di una cultura omofoba e sessista chi proviene da un paese islamico – ma il discorso vale anche per gli est-europei – falsa la nostra realtà, che è quella di uno stato istituzionalmente sessista in cui discriminazione e violenza vengono perpetrate dai nostri vicini. In secondo luogo fomenta e giustifica una visione neoimperialista in cui esistono dei paesi per loro natura “sfortunati” (l'Iran dei gay impiccati o l'Afghanistan delle donne nei burqa) di volta in volta da civilizzare o in cui esportare la nostra democrazia.

La femminista e ricercatrice francese, esperta di questioni di genere, Christine Delphy, parlando della violenza sulle donne da parte degli immigrati e della demonizzazione di questi “stranieri”, giovani delle periferie, arabi o mussulmani, albanesi prima e rumeni poi, dice: “Oggi bisogna dirlo con forza: questo discorso non è soltanto razzista ma anche antifemminista”. Anche una parte del pensiero femminista e dei gruppi LGBT più o meno istituzionali porta avanti questa visione razzista e di “di destra”, che rappresenta i paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, ma anche dell'Est Europa, come una sorta di Asse del Male in cui democrazia e civiltà non esistono e gli islamofascisti sono al potere. Questo potenziale, terribile pericolo, con il suo serbatoio di emigranti, minaccia di contaminare l'Occidente e le sue libertà con una “cultura” violenta e repressiva. Ciò non è altro che il tentativo di nascondere la reale velleità neoimperialista dell'Occidente, che giustifica l'occupazione militare e il saccheggio in nome della Guerra al Terrorismo e dell'esportazione di civiltà, inducendoci a non vedere i reali problemi delle nostre società e portandoci a credere che il problema stia nell'Altro.

Jinan Coulter, autrice di questo articolo, ha ben chiaro questo aspetto, e giustamente sottolinea (e questo è forse il punto più importante) come in realtà l'omofobia e il sessismo dei paesi musulmani non siano il frutto della “cultura islamica” bensì il retaggio dell'imperialismo e del colonialismo delle potenze occidentali, che al posto di esportare democrazia e diritti hanno esportato, come al solito, segregazione e violenza.

Collettivo Tiresia

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Relazioni pericolose. Movimenti femministi e LGBTIQ al tempo della guerra al terrore
Voi siete qui
27 Lug, 2009 at 12:00 AM

I movimenti femministi in Occidente non hanno solo una storia di lotte di liberazione. Come hanno svelato femministe nere, africane americane, postcoloniali, parte del movimento femminista sin dai suoi albori tra ‘800 e ‘900, ha una storia di complicità con i discorsi imperialisti e colonialisti.

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Quadri di guerra: il femminismo queer, Gaza e la rabbia
Voi siete qui
27 Lug, 2009 at 12:00 AM

In questo articolo Sarah Bracke analizza come nella cornice del nuovo contesto geopolitico globale post Guerra Fredda e post 11 Settembre, parte del movimento femminista e lgbtqi in Occidente abbia abbracciato il discorso imperialista della “guerra globale e permanente” e abbia ceduto alla retorica della missione civilizzatrice e emancipatrice; missione che rafforza il binarismo dell'Occidente, baluardo della libertà e dei diritti sociali e civili, contro il Medioriente dominato dal sessimo e dall'omofobia. L'articolo fa spesso riferimento alla brillante analisi di Jasbir Puar e al testo Terrorist Assemblages. Homonationalism in Queer Times (Duke University Press, 2007) in cui attraverso il termine “omonazionalismo”, Puar fa riferimento al fenomeno che porta gay lesbiche, trans e soggettività queer di ogni sorta (femministe e non, attiviste e non) ad abbracciare i discorsi nazionalisti, imperialisti e neocoloniali e a stringersi intorno al vessillo della nazione nel momento in cui c'è da combattere un nemico minaccioso sia sul fronte interno che esterno: sia l'islam in Medioriente che l'islam delle/dei migranti e delle generazioni successive al percorso migratorio in Occidente. B.D.V.

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Info

Dopo una lunga, lunghissima gestazione, siamo riuscite/i a portare a termine il secondo numero della rivista!

Non ci piace correre, è vero… ma d’altra parte ci piace darvi il tempo per leggere anche altro :)

A questo punto non ci resta che augurarvi… buona lettura, è il caso di dirlo.

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