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Relazioni pericolose. Movimenti femministi e LGBTIQ al tempo della guerra al terrore |
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Voi siete qui
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27 Lug, 2009 at 12:00 AM |
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I movimenti femministi in Occidente non hanno solo una storia di lotte di liberazione. Come hanno svelato femministe nere, africane americane, postcoloniali, parte del movimento femminista sin dai suoi albori tra ‘800 e ‘900, ha una storia di complicità con i discorsi imperialisti e colonialisti. |
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Quadri di guerra: il femminismo queer, Gaza e la rabbia |
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Voi siete qui
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27 Lug, 2009 at 12:00 AM |
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In questo articolo Sarah Bracke analizza come nella cornice del nuovo contesto geopolitico globale post Guerra Fredda e post 11 Settembre, parte del movimento femminista e lgbtqi in Occidente abbia abbracciato il discorso imperialista della “guerra globale e permanente” e abbia ceduto alla retorica della missione civilizzatrice e emancipatrice; missione che rafforza il binarismo dell'Occidente, baluardo della libertà e dei diritti sociali e civili, contro il Medioriente dominato dal sessimo e dall'omofobia. L'articolo fa spesso riferimento alla brillante analisi di Jasbir Puar e al testo Terrorist Assemblages. Homonationalism in Queer Times (Duke University Press, 2007) in cui attraverso il termine “omonazionalismo”, Puar fa riferimento al fenomeno che porta gay lesbiche, trans e soggettività queer di ogni sorta (femministe e non, attiviste e non) ad abbracciare i discorsi nazionalisti, imperialisti e neocoloniali e a stringersi intorno al vessillo della nazione nel momento in cui c'è da combattere un nemico minaccioso sia sul fronte interno che esterno: sia l'islam in Medioriente che l'islam delle/dei migranti e delle generazioni successive al percorso migratorio in Occidente. B.D.V. |
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Incontri [da] vicini[o] e [da] lontani[o] |
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Racconti
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27 Lug, 2009 at 12:00 AM |
Storie di donne eritree a Roma.
Le storie che sto per raccontare parlano di soggettività postcoloniali, di relazione fra metropoli e periferia, di neo-colonialismo e segregazione lavorativa. Tuttavia non sono storie che vengono da lontano, ma storie raccolte qui, nella città di Roma, in incontri con alcune delle tante signore eritree che vediamo, avvolte nei tipici scialli bianchi, aspettare l'autobus o camminare veloci per le strade di questa nostra città. Questo articolo si basa sui loro ricordi, sulle immagini che descrivono, sui discorsi da loro condivisi; e sulle domande che a me – giovane donna italiana – tali incontri hanno provocato.1 |
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