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Aug.31
Versione italiana pubblicata su ControStorie #2.
Jennifer Camper è una fumettista di New York. ...
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ControStorie Rivista di approfondimento teorico su razzismo, genere, classe.
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di ControStorie.org
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20 Set, 2008 at 12:00 AM |
Sommario
Altre storie
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Palestina: un esercito di donne in cammino |
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di Collettivo femminista Rossefuoco
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20 Gen, 2009 at 12:00 AM |
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Fonte: http://www.infoaut.org/articolo/palestina-un-esercito-di-donne-in-cammino
Siamo state e saremo sempre al fianco della resistenza palestinese!
Come donne atee, laiche, comuniste non possiamo tirarci indietro proprio adesso solo perché Hamas non ci piace o non rispecchia il nostro ideale di resistenza, di vita, di liberazione per un futuro diverso.
Questa non è la guerra di Israele e Hamas, è un conflitto che vede schierato da una parte uno stato e il suo potentissimo esercito e dall’altra un territorio occupato e una popolazione sotto assedio. Questa è la guerra permanente di Israele contro la Palestina tutta, contro il suo popolo e i suoi movimenti di resistenza. Certo oggi nella Striscia di Gaza è Hamas la formazione politica e militare a riscuotere maggiore successo: forse prima di storcere il naso o peggio di abbandonare il campo, varrebbe la pena chiedersi il perché questo sia avvenuto, capire cosa stia succedendo e metabolizzare i cambiamenti che si sono dati negli ultimi anni.
Stare al fianco della popolazione palestinese non significa sostenere a spada tratta il progetto di Hamas di uno stato islamico della Palestina. Prima di tutto nei territori ci sono anche altre formazioni che partecipano alla resistenza, ma sembra che Israele e i media occidentali preferiscano presentare il conflitto in altro modo. In secondo luogo è sempre stata tutta la popolazione a partecipare alla lotta di liberazione: far coincidere Hamas con l’intera società palestinese ci sembra un po’ semplicistico e fuorviante. In ultimo, proviamo a semplificare il discorso con un esercizio di fantapolitica e pensiamo alla situazione che viviamo qui in Italia. Se la Spagna ci invadesse, i nostri amici baschi non dovrebbero solidarizzare con noi soltanto perché c’è Berlusconi al governo? |
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Penetrate ovunque potete, ma non dite alla gente che siete fascisti |
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di ControStorie.org
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01 Apr, 2009 at 11:47 PM |
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Mario Borghezio insegna ai neofascisti francesi i trucchi per tornare al potere. “Dovete proporvi come movimento territoriale.”
Borghezio: Bisogna rientrare nelle amministrazioni dei piccoli comuni: dovete insistere molto sull'aspetto regionalista del movimento
. Fascista francese: Giocare sul regionalismo è più facile per voi italiani che per noi francesi. Borgh.: Certo, ma ci sono delle buone maniere per non essere etichettati come fascisti nostalgici, ma come un nuovo movimento regionale, cattolico, etc.: ma sotto rimanere gli stessi.
Ospite d'onore del meeting organizzato da Nissa Rebela, movimento di estrema destra francese, tiene lezione sulle tecniche da utilizzare per riconquistare il potere, allo stesso modo della Lega Nord. Scrivi commento (0 commenti) |
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Di fronte a noi, la crisi |
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di Alex Gaudillière
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27 Lug, 2009 at 12:00 AM |
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L'ampiezza, la durata della crisi attuale non si possono prevedere. Ma sappiamo già che la storia di questa generazione si dividerà tra il prima e il dopo la crisi. Il mondo non sarà più quello che abbiamo conosciuto. Ed è all'interno di questa crisi che si deciderà il futuro. |
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Imperialismo e lotta per la liberazione LGBT in Medio Oriente |
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di Jinan Coulter*
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27 Lug, 2009 at 12:00 AM |
Introduzione e traduzione a cura del collettivo LGBT “Tiresia”, di Napoli
La denuncia che le istituzioni dei paesi occidentali fanno rispetto alla mancanza di libertà e diritti nei paesi islamici è due volte pericolosa. In primo luogo distoglie l'attenzione mediatica dall'ineguaglianza dei diritti e dalla violenza presenti nella nostra società, ad opera di maschi bianchi e italiani. Individuare come portatore di violenza e di una cultura omofoba e sessista chi proviene da un paese islamico – ma il discorso vale anche per gli est-europei – falsa la nostra realtà, che è quella di uno stato istituzionalmente sessista in cui discriminazione e violenza vengono perpetrate dai nostri vicini. In secondo luogo fomenta e giustifica una visione neoimperialista in cui esistono dei paesi per loro natura “sfortunati” (l'Iran dei gay impiccati o l'Afghanistan delle donne nei burqa) di volta in volta da civilizzare o in cui esportare la nostra democrazia.
La femminista e ricercatrice francese, esperta di questioni di genere, Christine Delphy, parlando della violenza sulle donne da parte degli immigrati e della demonizzazione di questi “stranieri”, giovani delle periferie, arabi o mussulmani, albanesi prima e rumeni poi, dice: “Oggi bisogna dirlo con forza: questo discorso non è soltanto razzista ma anche antifemminista”. Anche una parte del pensiero femminista e dei gruppi LGBT più o meno istituzionali porta avanti questa visione razzista e di “di destra”, che rappresenta i paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, ma anche dell'Est Europa, come una sorta di Asse del Male in cui democrazia e civiltà non esistono e gli islamofascisti sono al potere. Questo potenziale, terribile pericolo, con il suo serbatoio di emigranti, minaccia di contaminare l'Occidente e le sue libertà con una “cultura” violenta e repressiva. Ciò non è altro che il tentativo di nascondere la reale velleità neoimperialista dell'Occidente, che giustifica l'occupazione militare e il saccheggio in nome della Guerra al Terrorismo e dell'esportazione di civiltà, inducendoci a non vedere i reali problemi delle nostre società e portandoci a credere che il problema stia nell'Altro.
Jinan Coulter, autrice di questo articolo, ha ben chiaro questo aspetto, e giustamente sottolinea (e questo è forse il punto più importante) come in realtà l'omofobia e il sessismo dei paesi musulmani non siano il frutto della “cultura islamica” bensì il retaggio dell'imperialismo e del colonialismo delle potenze occidentali, che al posto di esportare democrazia e diritti hanno esportato, come al solito, segregazione e violenza.
Collettivo Tiresia
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